WestJet e la campagna di real-time giving

1e9c7-westjet-christmas-miracle-surprised-guest-featureDa qualche giorno in rete è apparso un video che ha commosso, eccitato, incuriosito. Si tratta del “Real time giving” (tradotto: regali in tempo reale), un’operazione di festeggiamento – e marketing, facciamo i seri – di WestJet, compagnia aerea canadese low cost.
Ecco com’è andata (gli insights sono raccontati dalla stessa WestJet, sul proprio blog): all’inizio di agosto – questo si che è tempismo – WestJet e lo studio di produzione studio m brainstormano sul tema “Natale” e si domandano cosa possono inventarsi di nuovo, inusuale, adatto e shockante per far parlare di sé in occasione delle feste.

Lo sapete, i canadesi sono giusto un pochino (ma un pochino eh) fissati con il Natale, quindi quale migliore occasione per realizzare un evento emotivo come quello che state per vedere?

I numeri di WestJet Christmas miracle:

  • 4 mesi di lavoro e coordinamento
  • 175 volontari WestJet
  • 1 Babbo Natale
  • 3 aeroporti
  • più di 250 passeggeri coinvolti
  • 1 video di presentazione dell’iniziativa e 1 “dietro le quinte”
  • oltre 17 milioni di visualizzazioni del video
  • +50% ricerche in organico
E sui social network extra YouTube non si risparmiano: twitter above all, ma anche Facebook.
Come riporta il New York Daily News, l’operazione è stata ferocemente criticata da alcuni detrattori (tra cui mi sembra di intravedere alcune spillette con la foglia d’acero rossa di Air Canada, ma forse mi sbaglio), che parlano di cinico sfruttamento delle feste natalizie. Che poi, parliamo del valore religioso del Natale [mi riferisco a chi ci crede, che non è il mio caso] e compariamolo anche solo per un istante a il Sistema Economico delle Festività che è diventato – ma anche qui, forse mi sbaglio io.

Alla fine l’operazione ha avuto una finalità benefica: raggiunte le 200.000 visualizzazioni del video, la compagnia aerea – come promesso – ha deciso di donare il viaggio di Natale a una famiglia bisognosa, che sarà selezionata con il supporto di  Ronald McDonald House Charities Canada.

Considerazioni finali

L’operazione ha avuto l’effetto sperato: WOM, visibilità internazionale, viralità multicanale, riprese spontanee sulle principali testate nazionali e perfetta attinenza al tema delle feste. Un’operazione che però, a mio parere, gioca così tanto sull’emotività dei regali di Natale e così poco sulle specificità del brand o dell’azienda da rischiare di restare un evento da “battitore libero”, a cui difficilmente far seguito amplificando l’esito della campagna. Forse rifletto uno spirito troppo locale nella mia riflessione – sarà molto interessante su questo seguire le considerazioni degli altri operatori sul tema.

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