Gli spot che hanno fatto la storia. La mia.

Oggi in ufficio si respira aria di primavera ed è partito il momento spot revival. Ho deciso di continuare anche sul blog, con un articolo che sia anche una ripassata alla mia personale scaletta di spot indimenticabili. Quelli con cui sono cresciuta, certo, ma che mi hanno emozionato e un po’ influenzato nella scelta del percorso di studi e professionale.

Ed ecco i miei 6 spot irrinunciabili, ma sono certa di aver dimenticato qualcosa. Quale spot aggiungereste? Commentate, commentate! 🙂 Continua a leggere

WestJet e la campagna di real-time giving

1e9c7-westjet-christmas-miracle-surprised-guest-featureDa qualche giorno in rete è apparso un video che ha commosso, eccitato, incuriosito. Si tratta del “Real time giving” (tradotto: regali in tempo reale), un’operazione di festeggiamento – e marketing, facciamo i seri – di WestJet, compagnia aerea canadese low cost.
Ecco com’è andata (gli insights sono raccontati dalla stessa WestJet, sul proprio blog): all’inizio di agosto – questo si che è tempismo – WestJet e lo studio di produzione studio m brainstormano sul tema “Natale” e si domandano cosa possono inventarsi di nuovo, inusuale, adatto e shockante per far parlare di sé in occasione delle feste.

Lo sapete, i canadesi sono giusto un pochino (ma un pochino eh) fissati con il Natale, quindi quale migliore occasione per realizzare un evento emotivo come quello che state per vedere?

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Philadelphia senza lattosio: la richiesta dei fan su Facebook diventa realtà

84953-philadelphiahomepageMi è già capitato di parlare di Philadelphia in un post precedente, che si riferiva alla campagna di comunicazione “The Social Sandwich”. Questa volta torno a parlarne per analizzare una nuova campagna TV, che a sua volta nasce dai social ma che, a sua volta ancora, arriva dal cliente finale e ha portato alla realizzazione di una nuova linea di prodotto. Parliamo di un prodotto nuovo, che risponde alle recenti tendenze di marketing delle intolleranze alimentari: Philadelphia lancia “il formaggio spalmabile senza lattosio”.

Questo formaggio mi incuriosisce molto per una serie di fattori. Primo fra tutti, per la sua composizione. Esistono leggende metropolitane che parlano del primo Philadelphia come di uno scarto della catena di produzione delle industrie casearie del primo novecento americano, che è stato allungato con la panna per errore ma che, grazie a questo errore, ha raggiunto quella cremosa consistenza che si conferma a oggi la supporting evidence (per dirla alla Ogilvy) del prodotto. Continua a leggere