Cedrata-Tassoni-social

Vecchio è bello, lo dice Cedrata Tassoni

Ho scoperto su Facebook la pagina di Cedrata Tassoni, la storica bevanda unica nel suo genere non solo per essere l’unico marchio superstite della propria tipologia beverage ma anche per la scelta di comunicare attraverso canali cosi particolari.

Per chi non si ricordasse (ma non ci credo) il mitico spot “Quante cose al mondo puoi faaareeee” vi permetto di fare un ripasso veloce…
Questo signori è il vetusto spot anni ’70 che tutti hanno visto almeno una volta nella vita (quello che io chiamo “Effetto La Mecca”)…

Differenze rispetto al recente 15″ del 2011? Poche, pochissime.

La scelta potrebbe lasciare perplessi. Quale azienda troverebbe mai il coraggio di restare sempre com’è? E qua non si parla solo di spot ma di identità aziendale, di immagine corporate e di prodotto, di logo, di packaging… di tutte le fasce di comunicazione insomma, top to bottom.

Nonostante le mode fugaci, le tendenze in rapida crescita come in rapido calo. 

Quasi a sottendere che ci possa esistere oggigiorno un mondo fatto di tradizioni, di “buone e vecchie sane abitudini” in grado sopravvivere all’impellenza del mutamento. 

#Corporate image: sito web

Questo è il sito web di Cedral Tassoni e dei suoi prodotti.

Un titolo, un logo, un indirizzo. Stop.

Argh. Per noi internauti è come una porta sbattuta in faccia. “E se volessi saperne di più?” ci domandiamo disperati. “Se vuoi saperne di più chiamaci” ti direbbe Cedral Tassoni.

O forse, ancora meglio: “noi abbiamo iniziato a lavorare quando non c’era mica, L’internet. Siamo abituati a parlare direttamente con le persone… noi“.

#Product image: logo e packaging

Signori e signore, ecco a voi lo sciroppo al cedro e la soda Tassoni.

No esatto, non è cambiato nulla. NULLA. Stesso logo, stesse cromie, stesso packaging, stesso imballaggio secondario… nulla è sfuggito all’occhio protezionista di Cedral Tassoni.

Nessun tentennamento, nessuna rivisitazione: la stessa bottiglia che i nostri genitori comperavano all’oratorio o che i nostri nonni chiedevano al bar durante i caldi pomeriggi al mare.

Voi vi domanderete come farà una azienda di questo tipo a resistere in questi momenti di crisi.

“Cavoli ma guarda, la STESSA bottiglietta di cinquant’anni fa… ma chi la compra??”.

Ragazzi, ricredetevi. 

Ad agosto 2010 Cedral Tassoni ha registrato un utile netto di OLTRE 3 MILIONI DI EURO (da un occhio a questo articolo del Giornale di Brescia). Certo, l’articolo è stagionato. Ma la cifra è da capogiro. Ebbene si, è sopravvisuta una nicchia che a Tassoni non vuole proprio rinunciare. Che si cerca il rivenditore e dal quale rivenditore torna, per comprare Tassoni.

#Radio e TV

Nulla da dire in più rispetto a quanto abbiamo già anticipato ad inizio post: ad eccezione di una piccola rivisitazione del 15″, Tassoni da sempre ha la stessa pianificazione media: sporadica apparizione nei canali top e presenza costante ma diradata su canali regionali, spesso anche in seconda serata o di prima mattina. Ma arriviamo al nodo gordiano…

 #Social media management: Facebook 

Se foste vicino a me in questo momento vi chiederei di descrivermi la pagina fan di Cedrata Tassoni che vi immaginereste di trovare su Facebook. Io onestamente, conoscendo poco l’azienda e il prodotto, mi sarei aspettata una pagina creata da qualche papà appassionato della sua mitica Cedrata che condivide ricordi con coetanei e colleghi. E invece, guardate cos’ho trovato:

La pagina conta 69,866 like + 302 persone che parlano del prodotto. E scorrendo i contenuti della pagina ti accorgi come nuovo e vecchio possano unirsi in un eccezionale binomio di unicità e talento.

Alcuni esempi:

 A. Creare un album. Con delle cartoline. Degli anni ’50

 

“Un saluto da…”, titolo dell’album, è una frase che in automatico inserisce la retromarcia e ti porta indietro alla tenera giovinezza. Tutti, chi più chi meno, abbiamo visto girare per casa questo tipo di cartoline. Mia nonna le raccoglieva in un cesto di vimini e a volte le usava per raccogliere la polvere dopo aver passato la scopa in casa, rendendole ancora più giallognole.

 B. Un tappo che prende parola e racconta l’azienda

Un’altra idea geniale è il riuso del tappo della soda per imprimerci delle frasi significative legate sia all’universo della tradizione aziendale che ai momenti significativi della vita di tutti i giorni. Trovo creativo ma estremamente sobrio questo elegante saluto a Lucio Dalla parlando di come la vera eccezionalità dell’oggi stia nell’estrema normalità. 

 C. “Ma trova un minuto per te…”

…ed ecco come la chiusura di un jingle che ha più anni di me può diventare estremamente attuale, aprendo il dialogo con i propri followers per suggerire loro come trascorrere il proprio tempo libero o anzi, chiedendo loro come lo trascorrerebbero in compagnia di Tassoni.

E’ bellissimo vedere come i filtri di Instagram si coniughino con la scelta anche di paesaggi dai toni polverosi, rarefatti, che riconducano all’identità di marca dell’azienda. Grande, grandissima idea. Voto 10+.

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