Philadelphia lancia la campagna “The Social Sandwich”

Philadelphia senza lattosio: creato su Facebook, comunicato in TV.Eccomi qui per parlarvi di Philadelphia. L’amato formaggio spalmabile si è difatti lanciato in una divertente campagna virale chiamata “The Social Sandwich” di cui ho letto stamattina un estratto su ADVexpress.
Mi sono incuriosita…ed ecco cosa ho scoperto.
“The Social Sandwich” è una geniale campagna web che affonda le radici nella scelta evidente di investire sulla visibilità del brand-prodotto sui principali social media – Facebook at the top – avvicinandosi al nuovo target young spenders (i fantomatici 18-30), segmento chiave per l’Italia. La pagina fan, inaugurata nel maggio 2011, ad oggi conta infatti 222,885 likes · 12,693 talking about this ed è effettivamente un piccolo gioiellino di web marketing: interviene come estensione della campagna stampa e TV “Goditelo”, in cui si invita a sperimentare Philadelphia come ingrediente per nuove ricette.

Ma tornando a noi…che cos’è quindi “The Social Sandwich”? Continua a leggere

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Pinterest I love you: mini-tutorial per iniziare

Sulla homepage dovrebbe campeggiare la scritta: Pinterest crea dipendenza. Lo ammetto, io ne sono drogata. Per capirci Pinterest è il nuovo social network (in realtà “nuovo”, se pensiamo che è stato lanciato nel Marzo 2010) di cui si chiacchiera tanto adesso e per cui tanti si stanno mettendo in “coda”.
Già, in coda. Perché nonostante sia on air da un bel pò, per diventare un membro di Pinterest devi richiedere un invito inserendo nome, cognome e email sul sito (o in alternativa, ricevere un invito da un tuo amico già membro). Continua a leggere

Esleeper, ovvero: la cuccia dei gatti non è mai stata così social

Mi ricordo quando mia nonna mi raccontava che cinquant’anni fa non esistevano i gatti di proprietà. Il gatto era di proprietà del cortile, nel senso che apparteneva solo a sé stesso e non aveva una etichetta con serigrafato a lettere maiuscole il cognome e il numero di telefono del padrone.
La vita del gatto si giocava tra gli androni dell’ingresso, i giardini e i ballatoi delle case di ringhiera.
Quando lei era bambina, infatti, i gatti dormivano alla buona nel cortile. Quando faceva freddo, curiosavano tra le scale e le cantine per rifugiarsi in un catino o sotto qualche panno. Solo lei, quando ne vedeva qualcuno fuori durante l’inverno, li nascondeva accomodandoli al centro della gonna e li portava appena sotto i piedi del camino per farli riscaldare un pò.
Perché vi sto riproponendo questa micro-istantanea di 50 anni fa? Perché ho appena visto questo video. Continua a leggere