Pandoro senza glutine Bauli: crisi sui social

Pandoro senza glutine BauliL’ultima volta in cui ci siamo ritrovati a parlare di marketing alimentare rivolto alle intolleranze siamo incappati nel caso felice di Philadelphia senza lattosio, in cui l’azienda (e l’agenzia web che ne curava i canali social) ha ascoltato e accolto la richiesta di centinaia di fan che, a causa dell’intolleranza al lattosio, non potevano accedere al prodotto di prima linea, creandone uno su misura per loro – peraltro molto apprezzato. Torniamo oggi a parlarne per un caso molto natalizio ma purtroppo non fortunato, che coinvolge l’italianissima Bauli e il suo neonato pandoro senza glutine. Continua a leggere

Philadelphia senza lattosio: la richiesta dei fan su Facebook diventa realtà

84953-philadelphiahomepageMi è già capitato di parlare di Philadelphia in un post precedente, che si riferiva alla campagna di comunicazione “The Social Sandwich”. Questa volta torno a parlarne per analizzare una nuova campagna TV, che a sua volta nasce dai social ma che, a sua volta ancora, arriva dal cliente finale e ha portato alla realizzazione di una nuova linea di prodotto. Parliamo di un prodotto nuovo, che risponde alle recenti tendenze di marketing delle intolleranze alimentari: Philadelphia lancia “il formaggio spalmabile senza lattosio”.

Questo formaggio mi incuriosisce molto per una serie di fattori. Primo fra tutti, per la sua composizione. Esistono leggende metropolitane che parlano del primo Philadelphia come di uno scarto della catena di produzione delle industrie casearie del primo novecento americano, che è stato allungato con la panna per errore ma che, grazie a questo errore, ha raggiunto quella cremosa consistenza che si conferma a oggi la supporting evidence (per dirla alla Ogilvy) del prodotto. Continua a leggere